Dedicato a Laura anche se è andata via
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Nome: Vincenzo
Sai perchè certe notti
non sogni?
E c'è solo il buio?
E un silenzio assoluto?
Ecco, il motivo è questo:
in quelle notti
sei nel sogno di qualcuno.
E' questa la ragione per cui
non puoi essere nel tuo:
sei già impegnato
nel sogno di un'altra persona.
(da Stories from the nerve bible - Laurie Anderson)
ALLEGRA
ALTALENANDO NEI MEANDRI DEL PENSIERO...
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[IL VENTO E L'ANIMA]
Quando un uomo ama una donna puoi sentire il suo cuore a tre miglia di distanza sono le carezze che gli hai lasciato giovedì pomeriggio mentre i miei pensieri erano tutti per te

Autunno...
Cernusco sul Naviglio
Novembre 2009
Foto (bellissime) di Luisa
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Camogli, 10 Novembre 2009
Ultimo bagno... forse!
Foto di MrHeartbeat
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Camogli, 10 Novembre 2009
anitre e oche nel Rio Gentile
Anche loro ti aspettano...
S. Carlo da Piacenza (pittore)
Ma questo è un bar?
Ceeeeerto è il bar Bollicine di Camogli ...
perchè non si vede?
(clicca sulle immagini se vuoi spaventari!)
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Foto di MrHeartbeat
Un bacio a Antonella e a Carlo
Convegno LEGGE 194 - Un diritto garantito a metà
Genova 10-11-09
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Ultime iniziative dei Radicali a Genova
(ott/nov 2009)

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da IL SECOLO XIX 5 Novembre 2009
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
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E' ancora estate ma anche un po' autunno...
da S.Lorenzo della Costa a Rapallo
Camogli, oggi ore 15.33
Foto di MrHeartbeat
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Rassegna Stampa Acquasola
di stefano petrella
da: IL CORRIRE MERCANTILE 3-11-09
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2 clicca sull'immagine per ingrandirla
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da: LA REPUBBLICA ediz. Ge 3-11-09
3 clicca sull'immagine per ingrandirla
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da: IL SECOLO XIX 3-11-09
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6 clicca sull'immagine per ingrandirla
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Testamento biologico a Genova si deposita negli uffici dell'anagrafe
«E’ il singolo cittadino che deve decidere sul suo fine vita»: applicando questo principio laico Marta Vincenzi, sindaco della città del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha istituito nell’anagrafe un apposito Registro dei testamenti biologici, in attesa della legge nazionale.
L’ufficio sarà aperto al pubblico entro la fine di novembre, ogni giorno, compresa la domenica mattina, per consentire a tutti, e a quanto pare le richieste sarebbero già numerose, di depositare -con un atto notarile a costo zero (solo l’imposta di bollo da 16 euro) le proprie volontà sui trattamenti medici e sanitari a cui essere sottoposti o meno. «Io stessa depositerò il mio testamento biologico - annuncia la sindaco, che intende promuovere Genova come città dei diritti -, ma lo farà tutta la mia famiglia». Il testamento, redatto in piena libertà di forma e contenuti, senza alcuna modulistica precostituira, dovrà essere consegnato in busta chiusa e sigillata dall’estensore, accompagnato da due fiduciari, con un documento di identità. L’ufficio farà quindi sottoscrivere una dichiarazione in cui si darà atto della consegna del testamento e della nomina del fiduciario, cioè della persona che potrà ritirare la busta. L’operazione verrà registrata informaticamente. La delibera della giunta ha un valore politico, anche se l’assessore all’anagrafe, Paolo Veardo, esponente dell’area cattolica, ha ribadito di essere un sostenitore della vita. «Noi attiviamo soltanto una procedura nell’ambito delle nostre competenze - tiene a precisare - come prevede la legge, e soprattutto la Costituzione». Il riferimento è agli articoli 13, «La libertà personale è inviolabile», e 32, «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». L’iniziativa ha già ricevuto il plauso della vedova Welby, dei radicali e dell’Associazione Coscioni. «Nel momento in cui appare evidente che quella in discussione è una legge contro il testamento biologico - dice Alessandro Rosasco, della segreteria nazionale dei radicali - Genova compie un gesto che diventa l’unica opposizione dal ddl Calabrò». «Andrò a depositare il mio testamento» annuncia Bruno La Piccirella, che due anni fa riuscì a far accettare un testamento all’ospedale di San Martino, prima di un intervento chirurgico. E in tema di diritti, ieri il consiglio regionale della Liguria ha varato la legge contro le discriminazioni sessuali, rifacendosi alle varie disposizioni emanate dall’Unione Europea.
@ 2009 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati
http://tinyurl.com/ygohx9h
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da IL SECOLO XIX 30-10-09
Segnalazione di patrizia de fusco
E' morta Alda Merini
by rickyfarina
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Nel 1996 era stata proposta per il Nobel per la letteratura dall'Accademie francaise
Milano, è morta Alda Merini
Un'esistenza tra arte e lucida follia
La poetessa aveva 78 anni. La camera ardente a Palazzo Marino. La Moratti: «Sarà sepolta al Famedio»
MILANO - La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta domenica pomeriggio alle 17.30 all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia, nosocomio che - si legge nella nota ufficiale della struttura sanitaria - «da anni l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo atteggiamento e la sua sensibilità hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell’ultimo periodo della sua esistenza». Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha messo a disposizione la sede del Comune, Palazzo Marino, per la camera ardente - che sarà probabilmente allestita martedì mattina - e ha proposto che la salma sia sepolta al Famedio del Cimitero monumentale, tra i grandi di Milano. «Alda Merini - ha osservato il sindaco - è l'esempio di una donna profondamente radicata a Milano, al suo quartiere, alla sua via, alla sua casa che ha saputo dare con la sua arte una testimonianza universale della vita di oggi e delle sue contraddizioni». «Ricordo con commozione - ha aggiunto la Moratti - quando Alda la scorsa estate mi regalò una sua poesia, dolcissimi versi che tengo incorniciati nel mio ufficio a Palazzo Marino e testimoniano la sua grande sensibilità e la sua passione. Come tutta la sua opera, riflessioni poetiche di una donna di cultura che ha onorato e amato fino all'ultimo la sua Milano, impegno per il quale nel dicembre del 2002 ha ricevuto la Medaglia d'Oro di Benemerenza Civica».
Era considerata una delle principali poetesse del Novecento, oltre che una personalità originale, audace e irriverente (nel 2004, come regalo per il suo compleanno, chiese «un uomo caldo» e le regalarono uno show dello spogliarellista Ghibly). Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Française e segnalazioni in suo favore erano state avanzate anche da Dario Fo e da altri esponenti della cultura e del giornalismo. Tra i tanti che hanno espresso rammarico per la sua scomparsa, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Viene meno un'ispirata e limpida voce poetica». L'ESPERIENZA DEL MANICOMIO - Alda Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931. Una data significativa, il primo giorno di primavera, che le aveva dato anche lo spunto per una delle sue poesie. «Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta». E la follia è stata una delle cifre di tutta la sua vita, avendo lei conosciuto anche l'internamento in ospedale psichiatrico, all'inizio degli anni Settanta. Un'esperienza che la portò a scrivere anche alcuni testi ispirati al manicomio e poi raccolti ne «La Terra Santa», del 1984.
LE ONORIFICENZE - La sua poesia, visionaria ma anche sommessa, porta traccia della sua vita ed è considerata un’opera di prima grandezza nella letteratura italiana. Il 16 ottobre del 2007 le venne concessa dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Messina, la laurea magistrale honoris causa, in "Teorie della comunicazione e dei linguaggi". Il 1° giugno del 2002 il presidente Carlo Azeglio Ciampi la insignì dell'onorificienza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana.
UNA VITA PER L'ARTE - Alda Merini ha iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa. La prima raccolta di poesie di Alda Merini: «La presenza di Orfeo» pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato «La Terra Santa» che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la poesia. Altre sue raccolte di versi sono «Testamento», «Vuoto d'amore», «Ballate non pagate», «Fiore di poesia 1951-1997», «Superba è la notte», «L'anima innamorata», «Corpo d'amore», «Un incontro con Gesù», «Magnificat. Un incontro con Maria», «La carne degli Angeli», «Più bella della poesia è stata la mia vita», «Clinica dell'abbandono» e «Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati».
LA PROSA - Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa in «L'altra verità. Diario di una diversa», «Delirio amoroso», «Il tormento delle figure», «Le parole di Alda Merini», «La pazza della porta accanto» (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), «La vita facile», «Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi» e «Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta» e con gli aforismi «Aforismi e magie». Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.
http://tinyurl.com/yha6hhw
Il sito di alda merini:
Il Tar accoglie il secondo ricorso contro il Park Acquasola
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha accolto il secondo ricorso contro la costruzione del parcheggio dell'Acquasola, a Genova. Lo ha reso noto il segretario regionale di Legambiente, Andrea Agostini. Le motivazioni si conosceranno tra qualche giorno. Il primo ricorso era stato accolto dal Tar ma bocciato definitivamente dal Consiglio di Stato. Questo secondo ricorso, presentato da una quindicina di cittadini, residenti nella zona, ha contestato invece il criterio di scelta del concessionario dell'opera (la società Sistema Parcheggi) da parte del Comune. Gli ambientalisti sostengono che il concessionario dell'opera doveva essere individuato con un una nuova procedura. Ora si attenderanno le motivazioni del tribunale amministrativo ed il probabile appello al Consiglio di Stato della Sistema Parcheggi.
http://tinyurl.com/acquaso


Stefano Petrella (cinefilo) mi segnala
Proiezione straordinaria (e occasione rara di rivederlo su grande schermo) del film di Arnold Fanck e George W. Pabst "LA TRAGEDIA DI PIZZO PALU'" (1929) con Leni Riefenstahl giovedì 29-10 alle 22,15 presso il Cinema America in Via Colombo (Genova).
L'iniziativa è a cura della Cineteca Griffith di Genova - ingresso: 5 euro - per informazioni: 3332648336 cinetecadwg@virgilio.it
Solo oggi ho saputo della scomparsa di Mike Seeger ...
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Folk americano in lutto, è morto Mike Seeger
Il musicista era ricoverato in una casa di cura da luglio
Andrea Battistuzzi 10 Agosto 2009, 19:42
Il folk americano dice addio a uno dei suoi pilastri, Mike Seeger, morto a 75 anni dopo aver interrotto le lunghe cure contro la leucemia che lo aveva colpito diversi anni fa. Seeger, che apparteneva a una delle famiglie storiche della musica popolare americana, è stato sin dagli anni ’50 e ’60 di ispirazione per moltissimi cantautori statunitensi, tra cui lo stesso Bob Dylan che parla di lui nella sua autobiografia.
Fratello della leggenda del folk Pete Seeger, Mike ha inciso oltre 40 dischi ricevendo sei nomination agli Emmy nella sua lunghissima carriera. Il cantante, che era ricoverato in una casa di cura per anziani dallo scorso luglio, avrebbe compiuto domani 76 anni.
http://america24.it/content/folk-americano-lutto-%C3%A8-morto-mike-seeger
Camogli... è sempre estate!
Ieri ore 16.26
Oggi dalle 15.57
Foto di MrHeartbeat
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Educazione civica: la buona educazione...
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Da LA STAMPA di oggi (Gramellini)
Facciamoci riconoscere
Al Bar Sport di Strasburgo, incidentalmente sede del Parlamento Europeo, proseguono le gesta gloriose dei nostri rappresentanti. A settembre le cronache si occuparono di certo Rivellini, che aveva tenuto un discorso in napoletano senza sottotitoli.
Ieri si è aggiunto il simpatico contributo del Nord. La foto immortala alcuni deputati della Lega impegnati in una discussione sulla libertà di stampa. Oltre alla singolare compostezza dell’onorevole Borghezio, che si limita a sollevare le dita a V senza infilarle negli occhi a nessuno, sorprende l’assenza dal tavolo di aperitivi, olive e schedine del Superenalotto. La posa plastica di Speroni ricorda il discobolo di Mirone.
Il fotografo lo ha colto (inteso come participio del verbo cogliere, lo dico per tranquillizzarlo) un attimo prima del fatidico impatto fra la mano sinistra e l’avambraccio destro: il tipico saluto delle popolazioni cimbriche. La libertà di stampa è salva. Per il resto, si salvi chi può

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Da http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com
Gronda, il «vaffa» del sindaco al pubblico
21 ottobre 2009 | V. G.
In quel momento la telecamera di Telenord, la tv che trasmette in diretta tutte le sedute del consiglio comunale, era puntata sul pubblico che lanciava proteste e minacce dagli spalti della sala Rossa. Quindi, non è possibile avere la prova oggettiva, incontrovertibile: l’immagine del labiale del sindaco Marta Vincenzi che pronuncia sotto voce quel “Vaffa” indubbiamente imbarazzante. Non una, ma ben tre volte. A far da contrappunto allo slogan urlato dai contestatori “No Gronda” presenti ieri in consiglio comunale. «Vergogna, vergogna, vergogna», scandivano i manifestanti appena terminata la votazione che, di fatto, rappresenta l’ok di Palazzo Tursi al contestato progetto della Gronda di Ponente oggetto di un accesissimo dibattito pubblico alla francese.
«Vaffa..., vaffa..., vaffa...», ripeteva nello stesso tempo il primo cittadino, solo muovendo le labbra, ma con l’indice alzato in segno d’accusa verso l’ala più esagitata dei comitati anti-gronda che rumoreggiava davanti a lei. Molti consiglieri giurano che il labiale del sindaco non si presta a equivoci. Che proprio non ci sarebbe alcun dubbio: Vincenzi ha mandato platealmente a quel paese, pur non avendolo fatto al microfono, quelli che la contestavano in maniera dura.
«Ci ha mandati affanc...», afferma Michele Ruggeri, uno dei portavoce dei comitati No Gronda: «Siamo disgustati dello spettacolo a cui abbiamo assistito oggi in consiglio comunale. Idv e Sinistra e libertà si erano impegnati a chiedere un rinvio della votazione, e invece alla fine tutti hanno votato. Poi i vigili che ci strappano dalle mani gli striscioni e fanno male a una donna, infine il sindaco che ci tratta in questo modo». Insulti che conferma anche il capogruppo del Pdl Raffaella Della Bianca, che era a pochi passi.
Il Secolo XIX ha cercato invano di sapere direttamente dal sindaco se abbia davvero pronunciato gli insulti che, da più parti (non solo dai manifestanti, è bene precisarlo) le vengono addebitati. E se così non fosse, quale altro messaggio Vincenzi abbia indirizzato ai protagonisti della protesta. Peraltro ampiamente attesa, come dimostra il potenziamento del servizio d’ordine ad opera della polizia municipale, che ha schierato a difesa dell’aula cinque o sei agenti di una certa stazza. Però, ieri sera, il sindaco non era rintracciabile. Neppure attraverso l’ufficio stampa di Tursi. Dunque, al momento di andare in stampa, in redazione non erano pervenute dalla Vincenzi né conferme né smentite relativamente all’increscioso episodio che ha spiazzato molti consiglieri. Solo uno ha preso le sue difese: «In fondo, la seduta era stata sospesa. Il sindaco non aveva più, in quell’istante, un ruolo istituzionale. Si è trattato solo di uno sfogo, frutto dell’esasperazione».
Io sono il vento...
Fiori di cactus...
foto di MrHeartbeat
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
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Fiore di cactus
Cartoline...

Scotland: Luss Village

Italia: Val Casies
Raris Nan
Camogli, 14 Ottobre 2009 ore 16.25
Clicca sulle immagini...
se vuoi spaventarti!
Il mare di Camogli
11 Ottobre 2009 ore 18.22
Argentina, morta Mercedes Sosa
La leggenda del folk, costretta all'esilio negli anni della dittatura, aveva 74 anni
05 ottobre, 09:38
ROMA - E' morta all'età di 74 anni la cantante argentina Mercedes Sosa, leggendaria voce del folclore e della coscienza dei popoli latinoamericani, il cui impegno politico contro l'ingiustizia sociale l'ha costretta all'esilio negli anni della dittatura militare argentina (1976-93). Malata da qualche anno e costretta a rimanere fuori dalla scena, è morta in una clinica di Buenos Aires. Nata nel 1935 nella provincia di Tucuman, nel nord, città dove nel 1816 venne firmata l'indipendenza dell'Argentina, in un poverissimo sobborgo da una famiglia india, per il colore scuro della pelle e dei capelli venne soprannominata "La Negra". Mercedes Sosa era dotata di una voce bassa e potente e di un carisma universalmente riconosciuto. La sua carriera musicale attraversa cinque decenni, è punteggiata di quaranta dischi e l'ha vista più di recente duettare con artisti internazionali noti per il loro impegno politico, come Joan Baez e Sting e lo scorso anno, nell'ultimo album, il doppio "Cantora", con il cantautore brasiliano Caetano Veloso e la popstar colombiana Shakira. Pur non definendosi mai apertamente attivista politica, ricorda in un articolo il Washington Post, partecipò lungo gli anni '60 e '70 al movimento della "Nueva cancion" che con una vaga ispirazione marxista univa al folklore tradizionale dei popoli latinoamericani una carica politica nel dare voce ai poveri, agli sfruttati, agli oppressi. Fra le sue canzoni di protesta più celebri, la scarna "Cantiamo ancora", in cui, accompagnata solo da un tradizionale tamburo andino (bombo), cantava in faccia al regime militare argentino "Sono stata uccisa mille volte/ sono scomparsa mille volte/ ed eccomi qui, risorta dai morti...eccomi ancora qui, sorta dalle rovine della dittatura lasciate dietro/ Cantiamo ancora".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche
Chi era Mercedes Sosa: http://it.wikipedia.org/wiki/Mercedes_Sosa
Gracias a la vida la canzone più celebre della cantante cilena Violeta Parra
Violeta del Carmen Parra Sandoval (San Carlos, 4 ottobre 1917 – Santiago del Cile, 5 febbraio 1967) è stata una cantante, poetessa e pittrice cilena. A Violeta Parra si deve l'opera di recupero e diffusione della tradizione popolare del Cile, opera proseguita poi con il movimento della Nueva Canción Chilena.
Nelle sue canzoni sono sempre presenti la denuncia e la protesta per le ingiustizie sociali.
Leggi tutto: http://it.wikipedia.org/wiki/Violeta_Parra
... e la nave va
Camogli (dalla spiaggia vicino alla rotonda)
8 Ottobre 2009 ore 19.18
Camogli, 6 Settembre 2009 ore 17.16
La mer...
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dicembre 2003
Se avessi tempo
scriverei di più
di più su di me
e di quello che sogno
se avessi tempo
scriverei di più
di più su di me
e di quello che sogno
scriverei di più
se il rumore del mare
che sento arrivare
da quella finestra
non portasse via
tutti miei pensieri